Il LIBRO La causa
Identificazione
Yoga e identità
Differenziazione e controllo
Malattia e conflitti
Quali malattie può curare il Sat Nam Rasayan?
In sanscrito Sat Nam Rasayan (l¹arte curativa usata e insegnata da Gurudev) significa profondo rilassamento nel nome divino o portare ognuno all'essenza della vera identità.
Se l¹oggetto del Kundalini yoga è insegnare a ciascun individuo come provocare l¹espansione della coscienza, il Sat Nam Rasayan è l¹arte di usare questa espansione per fini curativi, controllando e padroneggiando l¹equilibrio dei cinque elementi di cui è formato il nostro corpo: terra, acqua, fuoco, aria, etere.
Normalmente quando si impara a meditare, si sviluppa la concentrazione al terzo occhio, o nel chakra della Corona, si vibrano mantra: alla fine si raggiunge lo stato di meditazione profonda che accresce la consapevolezza nella meditazione e nella vita quotidiana. Con il Sat Nam Rasayan l'individuo entra nello stato meditativo direttamente attraverso la consapevolezza e la sensitività: questa arte curativa usa solo la consapevolezza per curare. In questo senso è un¹esperienza molto profonda di meditazione e una forma avanzata di autoconoscenza e di autocura. Attraverso la pratica del Sat Nam Rasayan si possono produrre dei cambiamenti sostanziali nella consapevolezza, nel campo magnetico e nella chimica stessa dell¹organismo; delle modificazioni che vanno ad innestare un processo di autoguarigione dell¹intero sistema spirituale, mentale e fisico dell¹individuo.
La malattia, il disagio, sono mantenuti perché la persona mantiene i conflitti che non vuole lasciare andare. Questi conflitti danno un senso di identità, o meglio, c'è un processo di identificazione con essi. Lo Yoga afferma che la vera identità di un essere umano è l'Anima. I problemi insorgono quando l'uomo dimentica la sua vera identità e si identifica totalmente con i propri pensieri, con le circostanze della vita e con l'ambiente. Questa identificazione sbagliata è l'origine di molta sofferenza. L¹obiettivo del Sat Nam Rasayan è mettere il processo di coscienza individuale in risonanza con quello dell¹Universo, riducendo progressivamente la distanza che separa la coscienza dagli avvenimenti che costituiscono la realtà nel suo insieme, fino al punto in cui la coscienza e l¹evento sono UNO. Attraverso una costante pratica si giunge allo stato della coscienza meditativa, cioè quello stato che permette alla coscienza di diventare trascendente.
Benefici per il curatore I benefici per il curatore sono notevoli, perché il Sat Nam Rasayan apre le porte a insospettabili abilità: a poco a poco dissolve i fattori che condizionano la nostra consapevolezza, sviluppando la nostra sensitività, dando l¹esperienza di un ordine più vasto e profondo. Il curatore sviluppa l¹intuizione che spalanca le porte di un mondo sconosciuto di percezioni. Aumenta la tolleranza e la flessibilità nella vita di tutti i giorni. I pregiudizi e l¹autocritica a poco a poco diminuiscono. Si acquista la stabilità emotiva, una reale capacità di amare se stessi e gli altri, una accresciuta capacità di lavoro e di concentrazione mentale.
Guru Dev Singh Khalsa
Fin da giovanissimo Guru Dev si avvicina agli sciamani messicani. Trascorre parecchio tempo con la tribù dei Totonachos fino a quando, intorno al I976, incontra Yogi Bhajan, maestro di yoga tantrico e massima autorità del Kundalini Yoga. È nel ¹78 che incomincia ad apprendere il Sat Nam Rasayan secondo la tradizionale via iniziatica del silenzio, sedendo accanto a Yogi Bhajan. Nel 1992, Yogi Bhajan, dopo aver introdotto in Occidente il Kundalini Yoga e il Tantra Bianco, ha dato al suo discepolo Guru Dev Singh Khalsa la responsabilità di mantenere vivo e trasmettere la conoscenza e la pratica del Sat Nam Rasayan. Guru Dev, oltre a essere un grande curatore, ha sviluppato un metodo di insegnamento orale e ha fondato una scuola in Occidente (con sede nella città di Assisi) che sta formando centinaia di curatori.
Tratto da:
Autore :Guru Dev Singh
con Antonio Espinosa
"S A T_N A M_R A S A Y A N - L ' A R T E_D E L L A_C U R A "
CAPITOLO DECIMO
"Malattia e cura nel Sat Nam Rasayan"
Causa della Malattia > - A Sopra La malattia, secondo il Sat Nam Rasayan, continua perchè le persona sostengono i conflitti che non vogliono abbandonare. Il conflitto dà all'individuo una idea di identità Osserviamo questo concetto più da vicino: Identificazione > - A Sopra
Una necessità fondamentale degli esseri umani è quella di riconoscersi. Chi siamo? Quale è la nostra vera natura? Tale quesito si ripete imutato lungo le generazioni in ogni cultura. Per rispondere la nostra coscienza deve affrontare un processo che chiameremo identificazione. Identificare significa stabilire che cos'è per noi la realtà E' in questo modo che diamo un nome alle cose e che ce ne formiamo una idea.
Yoga e identità > - A Sopra
La filosofia dello yoga sostiene che l'identità autentica di un essere umano è l'Anima: eterna, immutabile e una con Dio. La natura dell'anima è spirituale e non ha nulla a che fare con la materia, termine che include l'universo in generale, il corpo nel quale viviamo e anche la mente.
Le difficoltà sorgono quando gli esseri umani, dimenticando la loro identità divina, si identificano con i loro pensieri (credono di essere ciò che pensano di essere) oppure con le circostanze mutevoli della loro esistenza (dicono, ad esempio : "io sono il mio lavoro, il mio denaro, la mia posizione sociale, la mia famiglia, le mie proprietà..."). Questa identificazione erronea è fonte della sofferenza.
Differenziazione e controllo > - A Sopra
Oltre ad identificarsi con il livello materiale, gli esseri umani tentano di differenziarsi dall'ambiente. Definiscono delle condizioni che li distinguano da tutto il resto : "io la penso in questo modo e tu in quell'altro; io sono qui e tu lì...". Enunciati di questo genere creano una barriera tra la coscienza individuale e il resto dell'universo. Producono talmente una scarsa sicurezza, che si paga con limitazioni enormi.
La coscienza ha bisogno di sentirsi stabile nella sua identità. Poichè ha scelto di presentarsi attraverso la materia deve controllarla. Tuttavia nessuno è in grado di controllare le circostanze dell'esistenza. La realtà impone le proprie leggi che gli umani sono costretti ad accettare. Che cosa fa la coscienza in questa situazione? Interpreta la realtà e crede che la sua interpretazione sia vera. Invece di controllare le cose controlla l'idea che si è fatto di esse. Questo processo genera una falsa sensazione di sicurezza, un'illusione di controllo. Presto o tardi la realtà getterà nella confusione questo modello e la persona finirà per sentirsi insicura. Comincerà allora a "balzare in avanti", ripetendo all'infinito il processo di interpretazione.
Malattia e conflitti > - A Sopra
Il samkhya (tradizionalmente considerato il più antico sistema filosofico dell'India. Dal punto di vista delle credenze è molto simile allo yoga, rispetto al quale si differenzia soltanto per alcuni aspetti pratici, ad esempio l'importanza data alle tecniche di meditazione.) e lo yoga credono che la sofferenza umana non sia da imputare ad una punizione divina o al peccato originale ma piuttosto alla "ignoranza metafisica". Lo spirito siidentifica con delle condizioni psicologiche che, come abbiamo detto prima, fanno parte della materia. Questa illusione rende schiava l'umanità ed è la causa di ogni sofferenza. Poichè negli esseri umani la comprensione avviene grazie all'intelletto, che è un prodotto, per quanto raffinato, della materia, essi non potranno mai conoscere realmente lo Spirito.

Il processo di differenziazione crea una struttura, la quale a sua volta sostiene conflitti e malattie. La differenziazione non è la causa della malattia o dei conflitti; essa li sostiene. La gente cerca di liberarsi dalla malattia senza abbandonare i conflitti. Al contrario vi si attacca, poichè i conflitti forniscono una chiara sensazione di identità. La gente non si accorge che i due processi sono collegati. Possiamo dire che la malattia è sostenuta dalla tendenza del paziente: una reazione condizionata ad una determinata situazione.
Gli esseri umani non sopportano la realtà e vivono dunque in un mondo di fantasia. La malattia può essere direttamente in relazione con l'intolleranza dell'individuo verso certi aspetti della realtà.
Riassumendo, diciamo che il Sat Nam Rasayan non indaga l'origine della malattia; si limita a considerarla una situazione risultante dal mantenimento di un conflitto. Una volta scomparso il conflitto, la malattia va verso la guarigione. In questo senso il curatore di Sat Nam Rasayan "digerisce" i conflitti del cliente, che compaiono sotto forma di resistenze nel suo spazio sensibile.
Quali malattie può curare il Sat Nam Rasayan ? > - A Sopra
Lo spazio sacro è illimitato. Nel corso della storia dell'umanità si sono registrate guarigioni incredibili. Vengono alla mente curatori capaci di far comparire cose o far risvegliare morti. Sebbene tutti noi siamo potenzialmente capaci di azioni del genere, colui che riesce effettivamente a compierle è una persona eccezionale. Quanto possiamo ragionevolmente sperare di ottenere con il Sat Nam Rasayan?
La risposta sta nel curatore, non nel sistema. L'efficacia dipende dalla capacità del curatore di relazionarsi con lo spazio sacro.
Il Sat Nam Rasayan può facilmente risolvere dolori e disturbi mentali o spirituali come paure, depressioni e affaticamento. Può servire per curare malattie acute o croniche. Esiste una casistica relativa a curatori che hanno eliminato infezioni, reumatismi e tumori di vario tipo.
Che cosa possiamo aspettarci dal Sat Nam Rasayan quando viene applicato per curare patologie irreversibili o degenerative come la paralisi, le malformazioni, le amputazioni, i danni al sistema nervoso, la sordità, la cecità ed i tumori maligni?.
Nella scuola del Sat Nam Rasayan pensiamo che queste malattie indicano conflitti intensi o cronici la cui risoluzione non comporta necessariamente la scomparsa della malattia.
Ad un livello molto avanzato il SNR sarebbe in grado di curare queste malattie, ma di solito lo si usa per procurare un miglioramento generale, bilanciare le funzioni corporee del cliente ed elevarne lo stato d'animo e la tolleranza.
Sebbene il SNR non conduca sempre ad una guarigione totale, il miglioramento di chi si fa curare è garantito: ha più energia, si sente più di buon umore, è più equilibrato e tranquillo, come se fosse stato sciolto un nodo. Capita spesso che migliorino anche altri sintomi apparentemente estranei alla malattia.
Il SNR è di grande interesse nel trattamento di casi terminali poichè può diminuire il livello di ansia e liberare chi si fa curare dalla paura della morte, dando un senso di pace e rendendo più facile il passaggio all'altra vita.
Talvolta il cliente andrà incontro, prima che avvenga un miglioramento, ad un aggravarsi temporaneo dei sintomi. In un caso del genere parliamo di "una crisi". Questo disagio, frutto di una seduta intensa e prolungata, non ha effetti permanenti e non è pericoloso. Il curatore avanzato sa come evitarlo. Se tuttavia si verifica, andrà spiegato al cliente per tranquillizzarlo.
In linea di massima non bisogna mai promettere una guarigione. Non esistono sistemi di cura in grado di dare certezze assolute. Capita che un curatore effettui una guarigione spettacolare e non sia poi in grado di allaviare il mal di testa del cliente successivo. Non ci sono regole. L'unica cosa che il curatore può offrire è l'impeccabilità.

Il SNR è un sistema in espansione la cui portata non è ancora chiara. Icuratori mettono a confronto le loro esperienze nella scuola; capita spesso che alcuni curatori siano in grado di curare facilmente certi problemi specifici (asma, ernia del disco, depressione, stress...); in questo caso si "specializzano".