Astanga Yoga

Schema

1. Yama

1.     Ahimsa, la non violenza

2.     Satya, non mentire

3.     Asteya, non rubare

4.     Brahmacarya, l’astinenza

5.     Aparigraha, assenza d’avarizia

2. Niyama

1.     Samtosha, serenità, contentezza

2.     Tapas, l’ascesi

3.     Shauca, la purezza

4.     Svadhyaya, lo studio dei testi sacri

5.     Ishvara pranidhana, l’offerta dei propri atti a Dio

3. Asana: posizioni

4. Pranayama: controllo cosciente del respiro

5. Pratyahara: ritiro dei sensi

6. Dharana: concentrazione

7. Dhyana: meditazione

8. Samadhi: illuminazione

 

 

Testo tratto dagli Yoga Sutra di Patanjali

2.26 Lo scorrere incessante della conoscenza discriminante in pensieri, parole ed azioni distrugge l'ignoranza, la sorgente del dolore

2.27 Attraverso questo flusso ininterrotto di consapevolezza discriminante si ottiene la conoscenza perfetta, che ha sette sfere

2.28 Le impurità sono distrutte dalla pratica devota dei vari aspetti dello yoga: la saggezza perfetta irradia gloriosamente

2.29 Le regole morali (yama), le osservanze fisse (niyama), le posizioni (asana), il controllo del respiro (pranayama), il ritenere i sensi verso la loro origine (pratyahara), la concentrazione (dharana), la meditazione (dhyana), e l'assorbimento della coscienza nel sé (samadhi) sono gli otto elementi che costituiscono lo yoga

1. Yama
2.30 Non violenza, veridicità, astenersi dal rubare, continenza e assenza di avidità per i beni materiali al di là delle proprie necessità sono i cinque pilastri di yama

2.31 Yama sono i grandi voti, potenti e universali, non condizionati da luogo, tempo e classe

2.35 Quando la non violenza in parole, pensieri e azioni è stabilita, l'uomo abbandona la sua natura aggressiva e gli altri cessano di essere ostili in sua presenza

2.36 Quando il sadhaka è ben stabilito nella pratica della verità, le sue parole diventano così potenti che qualsiasi cosa dice si realizza

2.37 Quando l'astensione dal rubare è fermamente stabilita, allora arrivano le gemme più preziose

2.38 Quando il sadhaka è fermamente stabilito nella continenza, la conoscenza, il vigore, il valore e l'energia fluiscono in lui

2.39 La conoscenza delle vite passate e future si rivela quando la persona è libera dall'avidità di possedere

2. Niyama
2.32 La pulizia, l'accontentarsi, lo zelo religioso, lo studio del sé e l'arrendersi al Sé supremo o Dio sono i niyama

2.40 La pulizia del corpo e della mente sviluppa il disinteresse per la propria gratificazione al contatto con gli altri

2.41 Quando il corpo e la mente vengono purificati e i sensi controllati, arriva anche la gioiosa consapevolezza necessaria per realizzare il sé interiore

2.42 La felicità suprema ha origine dall'appagamento e dalla benevolenza della coscienza

2.43 L'autodisciplina (tapas) brucia tutte le impurità e accende la scintilla della divinità

2.44 Lo studio del Sé porta alla realizzazione di Dio o alla comunione con la divinità desiderata

2.45 L'arrendersi a Dio porta alla perfezione del samadhi

3. Asana
2.46 L'asana è perfetta stabilità del corpo, perseveranza dell'intelligenza e buona disposizione dello spirito

2.47 La perfezione dell'asana si raggiunge quando lo sforzo per eseguirla diventa senza sforzo e l'essere infinito dentro di noi viene raggiunto

2.48 Da questo punto in poi il sadhaka non è più disturbato dalle dualità

4. Pranayama
2.49 Il pranayama è la regolazione del flusso del respiro che entra e che esce con la sospensione

2.50 Il pranayama ha tre movimenti: inspirazione ed espirazione prolungate e sottili, e sospensione; tutte regolate con precisione secondo la durata e il luogo

2.51 Il quarto tipo di pranayama trascende i pranayama interni ed esterni, e sembra essere senza sforzo e non deliberato

2.52 Il pranayama rimuove il velo che ricopre la luce della conoscenza e preannuncia il sorgere della saggezza

2.53 La mente diventa adatta per la concentrazione

5. Pratyahara
2.54 Pratyahara è il ritirarsi dei sensi, della mente e della conoscenza dal contatto con gli oggetti esterni per ricondurli poi verso il veggente

2.55 Pratyahara da come risultato l'assoluto controllo degli organi dei sensi

6. Dharana
3.1 Fissare la coscienza su un punto o una regione è concentrazione (dharana)

7. Dhyana
3.2 La meditazione (dhyana) è un flusso regolare di attenzione diretto verso un unico punto o area

8. Samadhi
3.3 Quando l'oggetto della meditazione assorbe chi medita, e appare come soggetto, si perde la consapevolezza di se stessi. Questo è samadhi

3.4 Questi tre insieme -dharana, dhyana e samadhi- formano l'integrazione o samyana

3.5 Dalla padronanza del samyana viene la luce della consapevolezza e della visione profonda

3.6 Il samyana può essere utilmente applicato in vari campi

3.7 Questi tre aspetti dello yoga sono interni rispetto ai primi cinque
3.8 Analogamente, il samyana risulta esterno se confrontato con il samadhi senza seme (nirbija)